Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/345

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da prima quei luoghi, essendone partito per mare fondò Àlicarnasso, come dirassi parlando della Caria e di Troia.

Epidauro chiamavasi da prima Epicari (I). Perocchè Aristotele dice averla una volta posseduta i Carii, i quali tennero anche Ermione; ma ritornati gli Eraclidi, gl’Io- nii'i quali avevanli seguitati ad Argo quando uscirono ' dalla 'Αetrapoli dell’Attica , .si misero ad_ abitare insieme con loro. Ed anche Epidanro è una città famosa, prin- cipalmente per la celebrità di Esculapio , creduto ca- pace di guarire altrui da qualsivoglia malattia; sicché il suo tempio è sempre pieno d’inferini, e di tavole consa- crate dove sono rappresentate le guarigioni , siccome si veggono a C00 ed a Tricca. Giaee Epidauro nell’ niti.- . mo fondo del golfo Saronico; ha una periferia di quin- dici etadii, e guarda al levante d’estate: la circondano alte montagne fino alla spiaggia' del mare , nicchè tro- vasi naturalmente fortificata da tutte le parti.

Framinezxo poi a Trezene e ad Epidauro v’ ebbe nn luo'go forte detto Metana con nna penisola del mede- simo nome. Ma in alcuni esemplari di Tucidide trovasi invece Iletonu; nome eniandio di una città della Ma- cedonla, dove Filippo trovandosi ad assedio perdette un occhio. Però Demetrio da scepsi erede che alcani in- gannati dalla somiglianza del nome,applicassero a questa Metana situata presso Treaene la maledizione pmfl'erita, per quanto si dice , da coloro che Agamennone aveva

(I) Epc‘mri. Le edizioni leggono generalmente Wc. Stura". IMI. llL _ n

Strabone, tom. III. 22