Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/36

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28 della geografia di strabone

le insegne di tutti i magistrati, i fasci, le scuri, le trombe, i sacrificii, la divinazione e la musica, quale popolarmente si usa dai Romani. Fu poi figliuolo di costui quel secondo Tarquinio che fu denominato il Superbo, il quale fu l’ultimo re di Roma e ne fu discacciato. E Porsenna re di Clusi, città della Tirrenia, dopo avere intrapreso di rimetterlo nel regno per mezzo delle armi, vedendo che non gli veniva fatto, si tolse da quelle ostilità, e se ne partì amico a’ Romani con grandi onori e regali.

Questo ci basti aver detto intorno alla celebrità dei Tirreni: ai quali si può soggiungere una notizia che riguarda quelli di Cere1. Costoro debellarono quei Galli che avevano presa Roma, avendoli assaliti nel loro ritorno sul territorio Sabino; ed a forza spogliaronli di quelle ricchezze che i Romani avevano ad essi cedute. Oltre di che salvarono quei Romani che rifuggironsi presso di loro, e il fuoco immortale, e le sacerdotesse di Vesta. Ma pare poi che i Romani per colpa di quelli che allora amministravano la loro città non si ricordassero bene della gratitudine a cui li obbligava un tal beneficio: perocchè quando concessero ad altri il diritto della cittadinanza, non iscrissero i Ceriti fra i cittadini; ed anzi registrarono nelle tavole di quel popolo i nomi di coloro che non erano partecipi di quel diritto2. Tuttavolta presso gli Elleni divenne illustre

  1. Cerveteri.
  2. Tutto questo luogo è oscuro. Il testo dice: πολιτείαν γὰρ δόντες, οὐκ ἀνέγραψαν εἰς τοὺς πολίτας, ἀλλὰ καὶ τοὺς ἄλλους,