Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/441

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


porto soprannomato Michot per quel motivo che abbiamo già detto, etl è posto al di sotto dèli’ Elicona e di Asera. Nè l’oracolo dTAbe è ponto lontano da questi Ino* ghi; e così nrmmanco Ambriso, ed una città detta Medeone con noqie comune ad un’altra della Beozia. Andando in fra terra verso oriente, dopo Delfo, in* conlrasi la piccola città di Daulide dove è fama che regnasse il trace Tereo; e quivi si dice avvenuto quanto raccontasi di Filomela e di Progne. Tale almeno è l’opiuione di Tucidide: perciocché alcuni altri invnco trasportano queste avventure nella Megiride. Il nome poi di qnesta città pare che si» dedotto dalla foltezza de’ suoi boschi; giacché chiamatisi dauli tntti i sjjti dove le piante siano folte. Del resto Daulide è il nome adoperato da Omero: ma quelli che vennero dopo di lui dissero Daulia. Anche quell’espressione di Omero: Coloro che abitano Ciparisso, suole interpretarsi in due modi. Alcuni credono che qnesto uome ’sia derivato da Cipresso; altri lo stimano un soprannome dedotto dall’eroe Ciparisso, ed applicato ad nu borgo posto al di sotto di Licorea.

Panopeo, che ora dicesi Fanoteo, confina co’ luoghi circostanti a Lebadia patria di Epeo; e si favoleggia che quivi fosse il soggiorno di Tizio. Omero poi dice che i Feaci condussero Radamanto nella Beozia affinché vedesse Tizio figliuolo della Terra; e veramente tu quell’isola sogliono mostrare un antro detto Ela-

Strabone, tom. III. 28