Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/505

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relica (la quale è una stessa cosa colla Pleuronia), ma bensì a traverso di un paese più orientale luugo Calcide e Cai id one; poi dando volta verso le pianure di Pleurone l’&ntica, e facendo cammino tutto coutrario al primo, scorre verso occidente; ed all’ultimo si converte alle parti meridionali dove mette foce. Anticamente questo fiume chiamavasi L i orma: e quivi è fama cbe Nèsso, destinalo a portare i passeggieri dall’una all’altra riva, fosse ucciso da Ercole per avere tentato di, fare ingiuria a Dejanira dopo averla portata oltre il fiume.

Omero poi nomina fra le città etoliebe ancbe Oleno e Pi lene: la prima delle quali ( il cni nome è comune con Oleno d’Acaja ) fa rovinata dagli Eolii ed era vicina alla nuova Pleurone; ma il sno territorio fu poi rivendicato dagli Acarnani. La seconda fu tramntata a luoghi più elevati, e gli abitagli ne cambiarono il nome chiamandola Proschio invece di Pilenc. Ma Ellanico non seppe la vera storia di qneste due città; e però ne parla come se dnras:ero ancora a’ suoi t< uopi nella loro prima posizione. Oltre di ciò egli annovera fra le antiche città anche quelle che furono fondate dopo il ritorno degli Eraclidi nel Peloponneso, come a dire Macinia e Molicria: mostrando così ir. quasi tntto il suo scritto grandissima leggerezza.

Questo in generale può dirsi intorno al paese degli Acarnani e degli Etoli; ma rispetto alla spiaggia ed alle isole che le stanno avanti più cose si debbono aggiungere.

Strabone, tom. III. 32