Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/569

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cioè Milcto c Licaslo più noo sussistono; e 11 territorio di Mileto occuparoulo quelli di Lieto; e quel ìli Licasto i Gnossii dopo avere distrutta la citlà. Siccome poi Omoro qualche volta denomina Creta f isola dalle cento città, e qualche volta gliene attribuisce solo novanta, così Eforo dice che dieci di’queste città fnrono fabbricate dopo la guerra di Troia dai Dorici che seguitavano Alternane P Argivo: e questo esser cagione ohe Ulisse (i) assegnò a Creta novanta città. E noi vero qnesta opinione è probabile (a). Altri invece asseriscono che le dieei città furono rovinate dai nemici di Idomeoeo (3). Ma Omero ’non dice cho Pisola di Creta avesse cento città nel tempo della guerra troiana, ma sì piuttosto in quel tempo in cni egli visse, giacché parla in suo proprio nome: e solo quando egli attribuisse questo discorso a qualcnno di coloro che vissero ai tempi della guerra di Troia ’(corno fa appunto nelPOdissea dove parla delle novanta città) sarebbe ragionevole questa seconda interpretazione. Nè potrebbe salvarsi quando beno io nou insistessi sopra questo punto: giacché non apparisco che nel tempo della spedizione d’Idomeueo o dopo il ritorno i suoi nemici abbiauo distrutto quelle città. Infatti Omero fa dire da Nestore: In Creta

(i) Odiss., lib. xix, v. 17$. (a) Il Silandro propone di leggere: • ridaiit, non è probabile. (3) Durante la sua assenza per la spedizione d’Asia.

Strabone, tom. III. 36