Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/76

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68 della geografia di strabone

altre città l’avere una forte posizione suole considerarsi come cosa di gran vantaggio, ai Prenestini invece tornò in danno, a motivo delle sedizioni di Roma: perocchè i promotori delle politiche novità sogliono colà rifuggirsi, e quando poi sono costretti ad arrendersi, oltre al danno che ne soffre la città, accade sempre che ne sia confiscato il territorio, soggiacendo alla pena anche coloro che sono innocenti. A traverso poi del territorio Prenestino corre il fiume Veresis1.

All’oriente di Roma pertanto si trovano le città fin qui mentovate. Al di qua poi di quelle montagne sulle quali esse stanno v’ha un’altra sublime catena di monti (fra mezzo rimane la valle d’Algido) che si estende fino al monte Albano2. Sopra questa catena è fondata Tusculo, città non mal fabbricata. L’adornano le piantagioni e gli edifizii che le stanno d’intorno, principalmente quelli che trovansi dalla parte dì Roma: perocchè da quel lato il Tusculo è un colle fertile e abbondevole d’acqua, d’insensibil pendio, con bellissimi palazzi a somiglianza di reggie. Contigui al Tusculo sono i luoghi sottoposti al monte Albano, che di fertilità e di bellezza gli vanno del pari. Seguitano poi le pianure che in parte si vanno a congiungere con Roma e co’ suoi sobborghi, in parie si stendono al mare. Quest’ultima parte è meno salubre; il restante è sito comodo e ben coltivato.

Dopo il monte Albano, lungo la Via Appia, è la città

  1. S’ignora qual sia questo fiume che Strabone qui accenna.
  2. Monte Calvo.