Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 3.djvu/80

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72 della geografia di strabone

nigi. Sta sopra un promontorio che volgendosi a settentrione ne forma il porto; ed è molto abbondevole di vino e di frumento. Ivi presso è Auxumo1 poco al di sopra del mare: poi Septempeda, Pneuenzia, Potenzia, Fermo-Piceno col suo porto o castello. Tien dietro il tempio di Cipra fabbricato dai Tirreni e consacrato a Giunone ch’essi chiamano Cipra: poi il fiume Truentino2 ed una città del medesimo nome: poi Castro-Novo, e il fiume Matrino3 che bagna la città degli Adriani e n’ha sull’imboccatura l’arsenale che porta lo stesso suo nome. Dentro terra stanno la città predetta di Adria, ed Asculo Piceno, luogo munitissimo cosi pel muro ond’è cinto, come per le circostanti montagne che non danno via agli eserciti.

Al di là del Picentino stanno i Vestini, i Marsi, i Peligni, i Marucini e i Frentani, sannitica schiatta. Costoro occupano la parte montuosa, e toccano qualche poco anche al mare. Queste popolazioni poi sono piccole ma valorosissime, e spesse volte mostrarono il proprio valore ai Romani, primamente combattendo contro di loro, poscia uniti insieme con essi; e per la terza volta allorchè domandarono la libertà e il diritto della cittadinanza, e non l’avendo ottenuto, si ribellarono e accesero la guerra denominata Marsica: peroc-

  1. Forse dee leggersi Auximo. Certo è poi che si tratta di Osimo. (Edit. franc.).
  2. Trento.
  3. La Piomba. Adria fu poi delta Atri. — Asculo Piceno è Ascoli.