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Pagina:Delle biblioteche e dei libri popolari.djvu/20

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aprire il club, che debba esser nostro; accettiamo, anzi chiediamo l’aiuto dei più ricchi perchè i nostri mezzi non bastano e ricusiamo che altri paghi per noi tutta la spesa. Così fra gli applausi generali finiva il discorso dell’operaio: lord Brougham apriva quindi la soscrizione con alcune lire sterline e gli altri lo imitarono.

Da questo quadro che ho brevemente tratteggiato parrebbe forse che le Biblioteche popolari avessero già corso gran pezza e conquistato abbastanza terreno; ma sarebbe follia il crederlo. Esse debbono tuttavia penetrare in ogni comune, in ogni scuola e, come disse il Simon, in ogni capanna1: il loro posto è ancora nella Caserma, e là il libro può far fruttare le lunghe ore d’ozio del soldato, distraendo lui pure dal giuoco e dalla bettola dove profonde il soldo quotidiano e il peculio della casa; ivi il libro dee farsi continuatore delle scuole reggimentali ora fortunatamente istituite, e confermare nell’amor di patria quella gioventù cui è affidata la sua difesa. Io non sarò di quelli che attribuiscono tutti gli allori di Sadowa alla potenza dell’alfabeto e dei libri, ma certo si devono in buona parte alla preminenza dell’istruzione prussiana.

Ma il libro deve ancora abitare negli ospedali e introdursi quale angelo consolatore per le sale dei nosocomii confortando alla pazienza, raffermando nella virtù del soffrire, educando quelle fra le anime gementi che non s’aprirono mai ai sentimenti del buono e del bello.

  1. Ad una Biblioteca Circolante per la gente di mare nissuno avea pensato finora, tranne il carissimo avvocato Mazza di Loano.