Pagina:Delle cinque piaghe della Santa Chiesa (Rosmini).djvu/115

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alla Chiesa; esso è il potere legislatore o promulgatore delle leggi. Ma onde trae la sua sanzione? la sanzione dico non di un’altra vita, ma della presente? La Chiesa è inerme (intendo di armi materiali) e il carattere essenziale di lei si legge espresso nelle parole colle quali Cristo diede agli Apostoli la missione: «Ecco che io mando voi come agnelli nel mezzo dei lupi (Matth. x, 16.)» La sanzione temporale non è di sua natura nelle mani della Chiesa: v’ha un altro potere: Iddio ha divisa la legge della sua sanzione. Commise l’annunziar quella alla Chiesa, e a sè solo ha riserbato il sanzionarla anche temporalmente, acciocchè nissun uomo possa gloriarsi, o dominare sui suoi simili: non la Chiesa, per la sua debolezza fisica; e meno ancora il governo temporale, perocchè la forza bruta non può esser cagione di gloria per l’uomo. E tuttavia Iddio non sanziona temporalmente la legge della Chiesa in generale co’ miracoli: egli anzi ha per così dire organizzata nel suo popolo la sanzione della legge annunziata dalla Chiesa, cioè egli ha costituito il popolo de’ credenti in cotal modo da trovarsi nella felice necessità di dover sanzionare egli medesimo la legge divina: così il potere che sanziona la legge l’ha ceduto al suo popolo: ciò che son per dire darà luce a questa affermazione, che non dee insospettire nessuno.

Nel popolo cristiano, cioè in ogni nazione che gli appartenga, appariscono sempre tre poteri di fatto: il poter supremo o governativo, il potere degli ottimati, o nobili, e il potere della plebe. Egli avviene che ove l’uno di questi tre poteri si rende colpevole, trovi una opposizione ed anco la sua punizione negli altri due, i quali allora si collegano insieme per difendere la giustizia contro il terzo potere che ne infrange le leggi. Ciò che dico avvenire, lo ripeto, non appartiene che al fatto storico, ed io mi astengo al tutto, in questa esposizione di ciò che avviene, da ogni questione di diritto. Perchè ciascun potere sia ritenuto in questa soggezione, che lo impedisce dal peccare impunito; è manifestamente necessario che due dei tre poteri sopra indicati sieno sempre più forti del terzo, perocchè allora solo la loro alleanza temporanea in favore della giustizia è la sanzione della giustizia medesima. Ora una tale sanzione tanto più sarà efficace, quanto i due poteri collegati riescano più forti del terzo lasciato a sè stesso, e la giustizia rimarrà tanto più protetta ed assicurata. Perchè poi la colpa contro la giustizia può cadere in ciascuno dei tre poteri, la migliore riputazione della forza in favore della giustizia è indubitatamente quella «per la quale in qualunque caso la sanzione della giustizia contro il potere prevaricante riesca la massima possibile:» onde viene la conseguenza, che la ripartizione della forza più favorevole alla giustizia nel popolo cristiano, sia quella che stabilisce un perfetto equilibrio di forze fra i tre poteri, di modo che ciascun potere abbia un’uguale quantità di forza, avvenendo allora, che in ogni prevaricazione dell’uno o dell’altro potere trovi contro di sè negli altri due una opposizione che lo soverchia di lunga mano, cioè che sta a lui come due ad uno. Il perchè se egli avvenga che l’uno de’ tre poteri si renda più forte degli altri due insieme presi, allora v’è la tirannia, almeno in potenza: se avviene che due poteri si colleghino insieme a favore dell’ingiustizia, e in oppressione della minorità, cioè del terzo potere, vi è Congiura contro lo Stato. Ma se tutti e tre i poteri sono congiurati contro la giustizia, ciò che non avverrebbe in oppressione di sè stessi ma della Chiesa, allora è il tempo in cui quella nazione perde il cattolicismo, e più tardi esce anco dal cristianesimo. Queste sono le tre malattie radicali della società civile cristiana. A che poi sia riserbata una nazione staccata dalla Chiesa, e così sottratta al magisterio della verità, è difficile il dirlo: ella non appartiene più al popolo di Dio di cui parliamo; essa si è messa nell’ordine delle nazioni infedeli, o almeno dee terminare con mettervisi, e le nazioni infedeli sono soggette a de’ mali