Pagina:Delle istorie di Erodoto (Tomo III).djvu/283

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


macedonico. E questi, pertanto furoao i progfeaitori di Alessandro, figlio di Amiuta.

140. Giunto poi che fu Alessandro, legato di Mardonio, in Atene, parlò in questo modo: Ateniesi, Mardonio per ima bocca vi dice così: Ho ricevuto dal re un messaggio concepito in tali termini: Io perdono agli Ateniesi ititte k ingiurie commesse contro di me: onde tu, o Mardonio, U rimetterai in possesso delle loro terre; e ne acquistino pttre quante altre vogliono, rivendicati, come sono, in libertà. Di più, tu dovrai rialzare tutti i templi iìiceniiati dell Attica, a patto che gli Ateniesi mi accordino kloro alleanza. Avendo però ricevuto un messaggio di questa fatta, devo necessariamente dar opera ad eseguirlo, «e pure non deriverà da voi stessi l’opposizioue. Ma francamente vi dico: Quale infamia è mai questa, che vi tiene ostinati nella guerra contro il re? Inabilissimi come siete a superarlo e a resistergli né ora né mai? Vedeste in addietro quanto fosse grande l’esercito di Serse e lo splendore dei suoi fatti; sapete altrettanto bene di quali forze io disponga presentemente; uè può sfuggire a nesEuoo che, quando pure riusciste (vana e stolta speranza) a vincermi e superarmi, un altro esercito dieci volte piii DOmeroso accorrerebbe subito a sostenermi. Non vogliate, dunque, mettendovi a garreggiare col re, esser privati delle vostre terre, e vivere in un’ansia continua dei fatti vostri: ma risolvetevi piuttosto di venire a concordia; potendo farlo a onorevolissimi patti, stante l’ottima inclinazione del re. Siate liberi, insomma, stringendovi a noi in una confederazione fatta senza ambiguità e senza frodi. Queste cose, dunque (soggiunse Alessandro), io vi do