Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/122

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96 ottava

Già vicina a morir? 1/ ombre di mor$*
100Crescer vede* su quell’amàbil volto
Allo scorrer d’ogni ora. Orror sì grand*
10 non conobbi in quel terribil giorno,
In cui quasi col piò dentro alla tomba
Schiusa tutta la vidi, e la tremenda
105Eternità mostrarmi entro l’abisso.
Sì gran spavento io non provai ne’ tristi.
Dubbiosi istanti in cui sì vari aspetti
A quest’ocelli smarriti espose il dado
Ne’ suoi moti fatai, pria che decisa
110Neil’arrestarsi avesse il mio destino -
Di vivere, e morir; oh Dio, la vita
Toccommi in sorte! E qual frofitto io trassi
Di sì miseri giorni? Il dritto ingrato
D’esser vittima ancor de* miei tormenti*
115Ma perchè sempre alla tristezza, al -duolo
Darmi in;preda così ì Perchè di quelli,.
Che perduti non son, compianger sempre
La fantastica morte, e perchè mai
11 mesto mio pensier tra F urne errando,
120Per ingiusta cagìon delira, e geme?
L’alma, questo sublime etereo foco
Forse estinto riman sotto le fredde
Ceneri, che la tomba accoglie, * chiude?
Na che non muor niuua porzion di quella
125Che ancor non so come su in Ciel si chiami:
Sol si perde ciocchi: morir dovea.
Fu disciolto quel rozzo ignobil velo,
Che di viver le tolse, e sol per lei
Morì per sempre e la miseria «il duolo.
130Vera «vita ella gode: io tra gli estinti
Contar mi deggio, e di pietade un guardo
Volger sovra di me sol debbe il Cielo*
Oh quante varie, e numerose genti
Chiudon le tombe, «guanto è mai fecondo
135Di quelle il seno! In sen di quelle a nuova
Vita risorge l’uom: ma in questa terra,
Ove io mi resto abbandonato e solo,