Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/214

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188 DECIMAQUARTA

E sventure traete, ignoto è a voi,
Che conquista sol quei, che guerra estingue r
Nè senza pianto il ferro sol riceve
210Dalla necessità? Ch’esulta, e gode
Quando il depone? Ah, questo solo è Prence r
E giunge in ciel del trono suo la fronte.
Sempre, sempre da voi si miri in faccia
L’ultimo vostro dì > questo e quel giorno,
215Ch’è solenne censor de’ giorni andati*
Della tomba sull’orlo orni vassallo
V’attende, e là v’assolve, e vi condanna.
Timor vi prenda, che la reggia augusta
A questa verità chiuda l’ingresso.
220Sebben folto è lo stuol, glie fa corona
Quando schiudete al nuovo giorno i lumi,
Luogo tra quello in ciascun di non manchi
All’immagin di morte, e sempre i detti
In segréto n’udite. Un tal sincero
225Amico svelerà ciò che vi tace
Un labbro adulatore senza menzogna
Vi scuoprirà quai siete o grandi, o vili.
Questo diravvi ancor „ Oh tu, che un solo
5, Istante godi, in cui de’ tuoi vassalli
230„ Possa il ben fabbricar, vuoi che ti serva
„ Ad opprimer di mali il germe umano?
„ I sudditi, ed i regi eguale han sempre
3; 1/ origine la meta. Eguale è il prima
„ Voto, che porgi alla natura, e chiedi
235Latte, fasce soltanto; e poca terra >
s, E angusto fasto è sol ciò che possiedi
3, Quando la vita ha fin. Se dunque al fianca
„ Questi termini senti, e un breve passo
3, Questi divide, ah che pur troppo è vile
240„ La conquista d’un mondo, e troppo indegna
5, E’, che il tuo core ad ottenerla aspiri.
L’Onnipotente Dio dal soglio eccelso
Cosa più grande in questo suol non vede
D’un puro cor, d’un’anima onorata
245Delle chete virtù > dezli atti ascosi,