Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/268

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242 DECIMANONA

20O -torbido vapor di cure ingrate.
Nella sua speme unni, ed il futuro Senza
palpiti al cor sempre mirando,
Allo spavento il suo timor non gjunge,
Le sue cure all’affanno, e s’ei s affligge,
25A disperarsi il suo dolor noi guida .
Tutte le fosche nubi insieme accolte
Sovra il globo terrestre, assai più basse
Stn di quella regione, in cui si trova .
Il fulmine, che a -quelle lA sen si torma, i
30Offenderlo non puote: egli ne mira
Ogni fiamma impotente a’ piedi suoi - •
Estinguersi, morir; e tutto il vano
Strepito, die tramanda, in sen gli desta
Pietade sol, nè la sua pace offende .
35Quanto placida mai, quanto serena
E’ la sua fronte! E negli sguardi suoi
Qual amabil coraggio! Al ciel sen vanno
E discendon dal eielo i suoi pensieri, Come
nel sogno portentoso vide
40Gli Angeli santi il giovinetto Ebreo .
E qual puro piacer risente al Nume,
’ Che dal nulla il creò, prestando omaggio .
Tra quei dolci trasporti il cor si lancia
Verso lo stesso Nume in quegli istanti,
45Ne’ quai sn in Ciel la sua preghiera ardente
Fa ch’abbia ingresso, e versa ampj torrenti
Di luce intorno a quella ora beata,
In cui parla col Nume, e il Nume ascolta .
Solo altera con Dio, fisso, ed immoto
50In profondo riposo, a cui somiglia
Il silenzio dell’urna, e fermo il ciglio
Sull’alma propria, i suoi riflessi unisce
Sovra d’un solo oggetto . A qutsto ardente
Contro de’ suoi pensieri allor s’accende
55Dolce sensibil fiammà, ond’ei tutt’arde,
E perenne piacer puro, divino
Gli ricerca ogni fibra, e tutto il bea.
Se dall’alta regione il cigli» abbassa