Pagina:Delle notti di Young traduzione di Giuseppe Bottoni e del Giudizio universale dello stesso Young.djvu/333

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NOTTE. 307

Che di speme, e d? ajuto* alfin ti lascia
55Affatto ignudo, che in peggior tormento
T’immerge allorché d’altro mal ti trae
j Che per poco ti fa della fortuna
Misero gioco,, e nella gola orrenda.
Della disperazion poi t’inabissa.
60Quando non più del Sol mira la faccia
Il nostio suoi, gli abitatori suoi
Nelle tenebre immerge. Allor la notte
Sola, e vestita a duol, qual desolata
Vedova donna in solitario tetto
65Sotto P azzurro vel, che cuopre il cielor,
Le citi deboli faci estinte allora
Restai* nel fojto orror d’ombre ferali
Siede in cupo silenzio, e sembra oppressa;
Da profondo dolor. Sta l’universo
70Cinto d’atra graniaglia a lei d’intorno,
E dolente si sta tutto il creato. .
In tenebre simili, e ancor più cupe,
Se fassi a Dio ribelle, immersa Gl’alma.
Tremante, incerta, in quelle nebbie tentai
75Stringer fantasmi, in cui trovar si crede
Felicitade, e sol col mal s’incontra.
Ogni suo sforzo i suoi tormenti accresce,
Raddoppia il suo spavento: ella a se stessa
Insoffribil si fa, perde ogni speme,
80E nell’ultime smanie alfin implora
Con orribile ardir la morte, e il sulla.
Lorenzo, or tu rispondi a’ detti miei •
Che cosa ò Religion? Sicura prova
È di buon senso. Oh qual orgoglio ostenti t
85Ove chi più s’umilia è più sublime!
È colpa mia, se ti dichiara un folle
Tal sacra verità. Nè mai con nome, i
Che non si adatti a te, sia ch’io t’appelli
Forzapiù non avran sovra il tuo core
90Nè tema, nè rossor? Ancor vivrai
Qual vile insetto in sozzo fango avvolto?
Quante volte, emulando il sacro spirto