Pagina:Delle strade ferrate italiane e del miglior ordinamento di esse.djvu/247

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Del resto preghiamo il lettore di aspettare a proferir giudicio di questo temperamento quando sia giunto al capitolo 8., dove coi migliori particolari svolgesi un tale divisamento, che a noi pare meritevole di preferenza.

L'ultima concessione toscana, accordata in sostanza, come abbiam veduto, alla società inglese, italiana ed austriaca ci chiama a serii riflessi. Tenuto anche conto del supposto massimo av-

    Nella seconda diramazione per le Chiane non si avrebbe un tunnel, che dopo Perugia, negli Stati pontifici. Codesta linea, oltre ad avere il vantaggio di unire quasi direttamente i due mari da Livorno ad Ancona passando per Firenze, Arezzo, Città di Castello e Perugia, con declivii assai dolci, non maggiori dell’1 per %, almeno per la parte toscana, e con tunnels poco lunghi, offre ancora l’altro vantaggio di poter essere facilmente continuata insino a Roma, da Perugia o da Città di Castello, per la valle del Tevere. Nè questa linea (conchiude l’estensore della nota, che trascriviamo tal quale ci fu favorita) distrugge il buon effetto dell’altra da Pistoia a Bologna, la quale linea andrebbe all’Adriatico verso Venezia, mentre quella di mezzo (prima combattuta) per Dicomano e oltre, attesi gli ostacoli locali sopra indicati, non s’accosta nè a Venezia, nè ad Ancona, e molto meno può essere continuata fino a Roma, quando invece quella per Arezzo e Perugia vi arriva senz'alcuna galleria. D’altronde codesta linea di mezzo verso Forlì non avrebbe, scopo alcuno, perchè non servirebbe ad alcun paese d’importanza, bastando la gran linea progettata tra Bologna ed Ancona per collegare in quella direzione Pistoia e Bologna, e nell’altra, per Arezzo, Firenze ad Ancona. Abbiamo creduto spediente d’inserire questa nota, scritta da persona dell’arte, pratica de’ luoghi, perchè, oltre allo spandere molto lume sulle più convenienti direzioni da scegliersi per superare l’Appennino, volendo uscir di Toscana, serve a far conoscere qual sia l’importanza dei dispendii che perciò occorrerebbero, specialmente, pei tunnel, e pei piani inclinati.— E parlando della direzione da Pistoia a Bologna per la via della Porretta, è spediente notare come possa presumersi insufficiente la somma calcolata dai signori fratelli Cini di sole lire toscane 12,360,000 per costrurre 35 kilometri di strada in una valle dove occorreranno muri di sostegno, piani inclinati e due tunnels, di cui uno della lunghezza di 2 a 3 kilometri. Ora dalla perizia che abbiamo veduto del signor Brunel figlio, d’un tunnel da esso proposto, al colle de’ Giòvi da Genova in Alessandria, in luoghi di condizione geologica all’incirca uguale, colla sola lunghezza di metri 1,800, sappiamo che la spesa poco mancherebbe di ascendere ai 2 milioni circa di lire piemontesi,