Pagina:Delle strade ferrate toscane e del migliore ordinamento di esse.djvu/15

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di tutte le strade italiane, dovevano far capo le sole due linee provinciali necessarie alla ToscanaMarco La prima da Livorno per Pisa, Lucca, Pescia, Pistoia e Prato avrebbe unita la capitale col suo marittimo emporio; la seconda dalle vicinanze di Arezzo a Siena avrebbe messo in diretta comunicazione questa città con la sua capitale; e se un giorno più favorevoli circostanze avessero permesso alla Toscana di migliorare e riattivare il porto di Talamone, prolungata la linea di Siena per Grosseto, avrebbe fatto capo a questo nuovo mercato, e anche questa città, la più centrale della Toscana, avrebbe avuto il suo porto sul Mediterraneo.

A questo solo piano adottato in massima limitarsi poteva, e doveva, l’intervento governativo per assicurare la pubblica utilità, e sopra questo aprire il corso alle concessioni per le società intraprenditrici, salva sempre l’ispezione dei lavori per parte del Governo, acciò l’opere fossero condotte nel miglior modo possibile. Così la Toscana, maestra al mondo nel massimo dei beni sociali, la libertà del commercio, sarebbe stata nuovamente ammirata per la saviezza con la quale dirigeva le opere di pubblica utilità, senza ledere le fondamentali sue massime governative. Così non avrebbe veduto fallire i suoi progetti, nè liti vergognose agitarsi innanzi ai suoi tribunali; nè sarebbe stata accusata al cospetto d’Italia e del mondo, di aver favorito l’immoral giuoco dell’agiotaggio, come ha fatto il conte Petitti nel suo libro troppo encomiato non abbastanza criticato; ne finalmente avrebbe veduta l’incredibile lentezza nella costruzione d’alcune, l’impossibilità nell’attivamento d’altre. Nè ultimo pensiero, che queste opere un giorno dovevano ricadere a pro dello stato, doveva spingere la mente dei governanti a dar loro la più utile direzione; poichè se le pubbliche amministrazioni sono oramai costrette a legare ai posteri una eredità di debiti, possono lasciare ancora i mezzi onde pagargli, o con l’esercizio delle linee ferrate per conto dello stato, o con appalti ai privati: ma se queste non