Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani I.djvu/101

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— 93 — A. 1831

la giornata ad onta di qualche indizio che si dice ci fosse di un tentativo per piantare una bandiera tricolore sul Campidoglio.

Domenica 6. —  Nella notte scorsa è stato arrestato l’avvocato Galli criminale con due dei suoi figli e si dice gli siano stati ritrovati dei manifesti rivoluzionari1.

Fino da ieri per volontà del S. Padre la truppa civica ha cominciato a montare la Guardia Reale a Monte Cavallo.

Lunedì 7. — Oggi è stata affissa Notificazione di Segreteria di Stato colla quale si annunzia come notizia ufficiale che il giorno 5 corrente tre grandi colonne di truppe austriache sono entrate a Parma ed a Modena ed a Ponte di Lagoscuro, avanzandosi a gran passi verso lo stato pontificio. Oggi quasi tutta la poca truppa di linea rimasta in Roma ha avuto l’ordine di partire, dicesi, alla volta di Corese; tanto che questa sera anche il posto della Gran Guardia a Piazza Colonna è stato guernito della truppa civica.

Martedì 8. — Nella notte scorsa da vari punti della città si sono sentiti alcuni colpi di fucile che hanno cagionato qualche allarme nei posti armati, e che non si è potuto sapere donde siano partiti. Questa mattina è venuta Spedizione colla notizia che una truppa di rivoltosi (che si dice di circa 500) si era di nuovo avanzata da Terni verso Rieti alla distanza di 5 miglia; per cui nel paese si stava in molto timore.

Mercoledì 9. — A Rieti pare che sino a tutto ieri non ci fosse niente di nuovo, almeno interessante. La truppa partita ultimamente da Roma con cui è andato il generale Resta sta ferma a Corese per guardare le diverse strade che ivi fanno capo.

Nulla di nuovo di avanzamento delle truppe austriache.

Giovedì 10. — Oggi si sono avuti i dettagli dell’attacco fatto martedì contro Rieti dai rivoltosi in forza di circa mille uomini con tre o quattro piccoli cannoni, sotto il comando di Sercognani, quale venne fortunatamente respinto malgrado le minacciose intimazioni di resa due volte replicate. Non ostante però il ritiro degli aggressori si stava colà non senza timore che si ripetesse il tentativo. Da lettere di Firenze venute oggi

  1. Erano semplici versi. Confr. E. Del Cerro Cospir. Rom. pag. 162.