Pagina:Diario del principe Agostino Chigi Albani II.djvu/91

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— 91 — A. 1849

Trastevere, ed altre ne devono venire domani con biglietto del Commissario del Rione.

Sabato 30. — Ieri sera, ricorrendo la festa di S. Pietro, furono (per quanto si dice) incendiati dalla Cupola dì quella Basìlica dei fuochi di bengala a tre colori. — Nella notte i Francesi dai Monti Pariolì hanno scagliato sulla città una gran quantità di proiettili d’ogni specie con grande spavento e notabile danno di fabbricati. Ne! tempo stesso hanno eseguito un’attacco a S. Pancrazio, ove, per quanto si vocifera, hanno occupato un bastione, preso alcuni cannoni e fatti prigionieri con morte di ufficiali fra i quali si cita il Colonnello Manara. — Oggi la nostra Assemblea Costituente, dappresso i rapporti dei Generali Garibaldi e Roselli, ha deliberato: che la difesa di Roma cessa, come resa impossibile; che il Triumvirato è incaricato dell’esecuzione di tal deliberazione, e che essa rimane al suo posto. In seguito di ciò il Municipio, convocato d’urgenza, ha nominato 3 deputati, che sono i Signori Gallieno, De Andreis e Pasquali, i quali col segretario municipale ed in unione dei Consoli d’Inghilterra e di America sono partiti (si dice) questa sera stessa per il quartiere generale francese. — Dalle 7 in circa di sera non si è più sentito il cannoneggiamento.


LUGLIO


Domenica 1. — Avendo gli attuali membri del Triumvirato data la loro dimissione, l’Assemblea ha nominato in sostituzione i Deputati Saliceti, Mariani e Calandrelli, già Ministro della Guerra. — I Deputati del Municipio, ritornati dal quartiere generale francese, hanno reso conto all’Assemblea del risultato della loro missione, che non è reso pubblico. Si assicura che domattina debbono recarsi di nuovo al quartiere generale per sottoscrivere (si spera) la convenzione militare per l’occupazione di Roma. Intanto però oggi si è lavorato molto alle barricate in vari punti della città, accrescendole e portandovi in qualcuna dei cannoni.

Lunedì 2. — Questa mattina si è preteso sapere che il Municipio, non credendo poter sottoscrivere le condizioni che esigeva il Generale Oudinot, ha risoluto di rassegnarsi passi-