Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/181

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 1849  163

Il nome di Mazzini, generalmente, è esecrato per la ostinatezza mostrata nel voler ancora contrastare l’ingresso alle truppe francesi con una resistenza interna. Garibaldi, che intervenne al Comitato segreto, proponeva estrema resistenza, rompendo e spianando Trastevere per formare un campo 1.


2. — Questa mattina si conobbero le proposizioni fatte dal generale Oudinot 2.


  1. Il Cernuschi, invece, dichiarò, colle lagrime agli occhi, che la difesa era impossibile «che i Francesi non hanno più ostacoli, e che Roma, questo buon popolo... dopo tanti sacrifizi, deve rassegnarsi alla loro occupazione (Rusconi, op. cit., n, 186)».
  2. Il Municipio, che rappresentò degnamente Roma, non volle scendere a patti col nemico, e si limitò a stabilire gli alloggiamenti pei soldati ed a tutelare le vite e gli averi degli abitanti. Deliberò, all’unanimità, «di ricevere impassibilmente i Francesi nella città, protestando di cedere unicamente alla forza, e inculcando al popolo di sopportar con rassegnazione tanta sventura». Publicò, poi, il seguente proclama:

    S. P. Q. R.


    Romani!

          «Il coraggio da voi dimostrato nella difesa di Roma, i sacrifici che incontraste vi hanno assicurata la gloria e la stima degli stessi stranieri. Una difesa ulteriore, come fu annunciato dal decreto dell’Assemblea, sarebbe stata impossibile senza volere la distruzione di una Città, che conserva memorie le quali non debbono perire. La vostra Rappresentanza municipale non ha accettato patti per non compromettere menomamente la dignità di un popolo così generoso, ed ha dichiarato di cedere alla forza. Le leggi di umanità e d’incivilimento, la disciplina d’un’armata