Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/405

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 1860  379

Alla indicata ora furono affissi esemplari (alle porte del Laterano, della Curia Innocenziana, della Cancelleria) del Breve, contenente la dichiarazione che i ribelli delle Legazioni e loro fautori sono incorsi nella scomunica, lanciata dal Concilio di Trento contro gl’invasori dei beni ecclesiastici.

Temendosi deturpazioni all’atto, si posero dovunque gendarmi di piantone, che ne continuano la sorveglianza anche la notte.

Intanto la stampa essendosi fatta, come si accennò in tutta fretta, ne risultarono, nell’atto stesso, errori di ortografia e di grammatica, per il che se ne sospese la distribuzione fino ad altra ristampa.

Alcuni cortigiani assicurano che nella notte dei 30 giunse al Vaticano un corriere austriaco con dispaccio di somma urgenza.

Fu chiamato il cardinale Antonelli, il quale destò il Papa, e, dopo la lettura di esso e conferenza di circa due ore, il S. Padre intuonò le litanie.

Naturalmente, s’ignora il contenuto; ma, generalmente, si assicura che sianvi notizie contrarie alla santa causa e che le potenze del Nord abbiano riconosciuto l’annessione delle Legazioni al Piemonte1.

Nella mattina dei 30, fu arrestato, in casa dell’avvocato Mandolesi, un Silvagni, legale, censurato nel 1849 ed espulso, il quale, partito da Roma col

  1. In quel tempo, Napoleone aveva fatto proposte al Governo pontificio, alle quali non si era mostrata contraria l’Austria; ma il papa le rifiutò perchè non vi era la promessa della restituzione delle Romagne. (Vedasi Bianchi, op. cit., VIII, 405-406). Forse il dispaccio dell’Austria si riferiva a quella proposta.