Pagina:Dickens - Il grillo del focolare, 1869.djvu/120

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tellando vezzosamente attorno la stanza con la scusa d’insegnargli il ballo.

Si rivolsero le fate e fissando Gianni con pertinacia fecero apparire Piccina presso la giovane cieca; poichè recando ella con sè la gioia e la vita dovunque, aveva sparse coteste benefiche influenze nell’umile dimora di Caleb. L’amore, la confidenza, la gratitudine della giovane cieca per lei, i suoi modi gai e cortesi per ischivare i ringraziamenti di Berta, i suoi maliziosi artifizi per fare buon uso d’ogni istante della visita occupandosi in cose utili a’ suoi ospiti, e così lavorando assai mentre fingeva di darsi buon tempo, la sua maestria nell’imbandire delicature come il vitello, il pasticcio e la birra, il suo raggiante sorriso all’arrivo ed alla partenza, una non so quale espressione meravigliosa, che la circondava dal seducente piedino alla splendida treccia e la faceva padrona ovunque appariva, come se nulla potesse farsi senza di lei, di tutto fu menato vanto dalle fate che per questi pregi l’amavano.

Ed una volta ancora esse tutte con lo sguardo espressivo se ne appellarono allo stesso Gianni, e mentre alcune si facevano un nido nelle pieghe della veste di Piccina