Pagina:Dickens - Il grillo del focolare, 1869.djvu/158

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invia al bimbo alcuni giocattoli, che non gli spiaceranno, partì come l’altra volta.

La compagnia, anche volendo, non avrebbe avuto il tempo di esprimere a parole la profonda sua maraviglia, perchè appena il messaggiero ebbe tirato l’uscio dietro a sè udissi un altro picchio e Tacleton entrò in persona.

— Signora Periblingle, disse il mercante di giocattoli, scoprendosi il capo, ricevete le mie scuse; se stamane era dolente, ne sono anche più ora che ho avuto il tempo di riflettere sull’accaduto. Gianni Peribingle, io sono aspro per natura, ma non ho potuto trovarmi da solo con un cuore come il vostro senza sentirmi alcun poco commosso. E tu, Caleb, ascoltami: quella inconscia servetta canticchiava ieri sera una enigmatica canzone di cui forse ho scoperto il senso ed arrossisco pensando come facilmente avrei potuto affezionarmi due cuori come il tuo e quello di tua figlia, che io da vero idiota credeva tali. Amici, questa sera la mia casa mi è sembrata tanto mesta, tanto solitaria; neanche il grillo rallegra il mio deserto focolare, perchè ho sempre scacciati da me quei poveri animaletti: siate generosi e lasciatemi un posticino nella vostra felicità.

In meno di cinque minuti egli fu all’unissono con gli altri; che compagnone! Che cosa aveva fatto per ignorare fino a quel giorno la propria giovialità, o quali erano le fate che avevano saputo mutarlo così completamente?