Pagina:Dieci lettere di Publio Virgilio Marone.djvu/4

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

L’ E D I T O R E


a chi Legge.


S

E questo Libretto poetico non risveglia dal sonno la Gioventù d’Italia e non la ritragge dalla insulsa maniera di poetare imitando, già non si vede qual altro miglior soccorso a lei si possa offerire.

L’esempio ha quì di tre diversi Poeti, che non sol versi, non suoni, e non rime vacue, ma poesia vera, armoniosa, franca, nobile, colorita, e spirante estro, e ardimento presentano loro in vario stile, e in tre generi differenti di dipignere, e di cantare.

Con l’esempio v’ha l’istruzione; non in precetti, che l’anime legano nate a volare; ma nel disinganno, che le sprigiona, e fa gir libere e sciolte ove natura le chiama. Virgilio è quegli che con alcune sue lettere tenta l’impresa, ma piacevolmente, perché la magistrale severità è troppo odiosa nimica di Poesia.

Or queste Lettere scritte furono familiarmente, e senza studio ad Amico lontano. Si fanno pubbliche per consiglio d’alcuni, che dicono po-