Pagina:Discorsi-SNFI.djvu/47

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l’estensione del mercato fa la sicurezza e l’abbondanza dei guadagni, le strade ferrate solcheranno da un capo all’altro la penisola; nuova fonte di ricchezza e nello stesso tempo legame di fratellanza: sorgerà una numerosa marina mercantile protetta da una forte e gloriosa armata che percorrerà gli ampi mari in traccia di scoperte commerciali e scientifiche, guardandosi dagli errori della Germania dove la lega daziaria ebbe lo strano effetto di esagerare la protezione contro ogni teoria ed ogni buon senso; l’Italia troverà invece nel libero scambio di prodotti con tutte le nazioni della terra una sorgente di agiatezza generale e diffusa, e nello stesso tempo un vincolo d’alleanza e di pace, e potrà forse ancora una volta aspirare ad una nuova fase di primato: tutti i popoli tendono da secoli all’unità: la natura italiana, più d’ogni altra, è reluttante e ritrosa, nè senza gravissime e riposte ragioni: ebbene! troviamo nel vincolo federativo i vantaggi dell’unità con quelli della varietà e della naturale libertà singolare: allora Italia, a cui sola manca la forza, potrà sorgere superba e camminare maestosa al cospetto delle nazioni. Sognarono i poeti che le fate immortali detergessero dal proprio volto le rughe della vecchiezza colle abluzioni e i lavacri delle acque portentose, sicché uscivano dal magico fiume belle di gioventù rediviva: così faccia l’Italia, la nostra terra adorata; e a lei sia lavacro e battesimo di salute la Confederazione: ond’io finirò col Poeta:

È questa la maga del divo sorriso
    Che scese nei gorghi del rivo possente;
    Le grazie rinnova del languido viso,
    I vezzi ritempra che ruban la mente:
    Poi cruda trionfa dei volti terreni
    Di cui non rinverde la fioca beltà.