Pagina:Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio (1824).djvu/586

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quale biasimando la tardità e viltà del figliuolo, per dare perfezione alla cosa con quattrocento cavagli si uscì di Pisa per andarne a Lucca; e non era ancora arrivato ai Bagni, che i Pisani presono le armi e uccisono il vicario di Uguccione e gli altri di sua famiglia che erano restati in Pisa, e feciono loro signore il conte Gaddo della Gherardesca. Sentì Uguccione, prima che arrivasse a Lucca, lo accidente seguito in Pisa, nè gli parse da tornare indietro, acciò che i Lucchesi, con lo esempio de’ Pisani, non gli serrassino ancora quegli le porte. Ma i Lucchesi, sentendo i casi di Pisa, nonostante che Uguccione fussi venuto in Lucca, presa occasione dalla liberazione di Castruccio, cominciarono prima ne’ circoli per le piazze a parlare senza rispetto, dipoi a fare tumulto, e da quello vennono alle armi, domandando che Castruccio fusse libero; tanto che Uguccione, per timore di peggio, lo trasse di prigione. Donde che Castruccio, subito ragunati sua amici, col favore del popolo fece èmpito contro a Uguccione. Il quale, vedendo non avere rimedio, se ne fuggì con gli amici suoi, e ne andò in Lombardia a trovare e’ signori della Scala; dove poveramente morì.

Ma Castruccio, di prigioniero diventato come principe di Lucca, operò, con gli amici suoi e con il favore fresco del popolo, in modo che fu fatto capitano delle loro gente per uno anno. Il che ottenuto, per darsi riputazione nella guerra, disegnò di recuperare ai Lucchesi molte terre che si erano ribellate