Pagina:Discorsi sopra la Prima Deca di Tito Livio (1824).djvu/588

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signore di Pisa; e i Pisani per timore di parte guelfa, e in particulare de’ Fiorentini, lo accettorono.

Tornatosene pertanto Federigo nella Magna, e lasciato uno governatore a Roma, tutti e’ Ghibellini toscani e lombardi, che seguivano le parti dello imperadore, si rifuggirono a Castruccio, e ciascuno gli prometteva lo imperio della sua patria, quando per suo mezzo vi rientrasse; intra quali furono Matteo Guidi, Nardo Scolari, Lapo Uberti, Gerozzo Nardi e Piero Buonaccorsi, tutti ghibellini e fuora usciti fiorentini. E disegnando Castruccio per il mezzo di costoro e con le sue forze farsi signore di tutta Toscana, per darsi più reputazione si accostò con messer Matteo Visconti principe di Milano, e ordinò tutta la città e il suo paese alle armi. E perché Lucca aveva cinque porte, divise in cinque parti el contado, e quello armò e distribuì sotto capi e insegne, tale che in uno subito metteva insieme ventimila uomini, sanza quegli che gli potevano venire in aiuto da Pisa. Cinto adunque di queste forze e di questi amici, accadde che messer Matteo Visconti fu assaltato dai Guelfi di Piacenza; i quali avevono cacciati i Ghibellini, in aiuto de’ quali e’ Fiorentini e il re Ruberto avevono mandate loro gente. Donde che messer Matteo richiese Castruccio che dovesse assaltare e’ Fiorentini, acciò che quegli, costretti a difendere le case loro revocassino le loro gente di Lombardia. Così Castruccio con assai gente assaltò il Valdarno,