Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/137

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BEO - 186 — DEL

Declamar, va. declamare.

Declinar, va declinare.

Decompor, vn. decomporre.

Decorador, sm. decoratore.

Decorar, va. decorare.

Decotazo, sm. decottaccio.

Decoto, sm. decozione, decotto; met. cerboneca: — „ Questa cerboneca voi la chiamate vino da bottiglia!? ha, ha, mi fa da ridere.“

Decretar, va. decretare.

Decreto, sm. decreto; decreto severo, con v. met. ncàse.

Dedica, sf. dedica: — „M’ha regalato il DizionarioVocabolario colla dedica scritta di suo pugno;“ dedicatoria: — „Han stampato la dedicatoria con lettere tanto fatte !“

Dedicar, va. dedicare; consacrare, chi che dedica, dedicatore.

Dedo, sm. dito; pi. i diti e le dita; che ga forma de dedo, digitiforme; dedo polize, ahtichiro, pollice; — indize, indice; — de mezo, o grondo, medio; — anular, anulare, anulario; — picolo, dito auricolare, minimo, o come dice il popolo: mignolo; la carne de le ponte dei cledi, le polpastrella delle dita; dedo o dedi — nel senso d’impronta lasciata dalle dita o per via di pressione, o per essere esse sucide, o per segno delle dita lasciato sulla fàccia altrui per ceffone, o schiaffo datogli: ditata; dedi irnpuntidi — detto della dita delle mani in cui la carne va digradando e assottigliandosi garbatamente: dita affusate, o affusellate, o affusolate; dedo che se taia dei guanti per coverzer i dedi malai, ditale; darghe gusto al dedo, met. m.. de’ giuocatori: depennare; acer qualcossa su la ponta, o su la zima dei dedi, met. avere quella tal cosa su per le dita, o sulla punta delle dita; a mena dedo — conosser, saver, ecc., m. avv. a mena dito; mostrar col dedo, indicare; mostrare a dito; rosigarse i dedi, met. mordersi il dito; contar sui dedi, met. contare sulle dita; farsela sui dedi, met. farsela sulle dita; no aver la forza de alzar un dedo, met. non aver forza di alzare un dito; meterse un dedo su la boca, porsi il dito alla bocca; restar tacà sui dedi, me’, appiccarsi, o appiccicarsi alla mano, o alle mani; lecarse i dedi, o lecarse tuti zinque dedi, met. leccarsi le dita, o leccarsi i baffi; tocar el ziel col dedo, met. toccare il cielo col dito; ligarsela al dedo picolo, met. cingersela, — porsi al petto che che sia; zuzar fora dei dedi — una novella, — e simili — met. coniare una novella, — cavarsi di capo, o del capo alcuna cosa., — fabbricarsi checchessia; tocar col dedo, met. far gheppio: — „S’ impinzano fin che fan gheppio e poi stanno male;“ nanca i dedi de la man no xe compagnit prov. tutte le dita non sono pari; daghe un dedo el se ciol la man, prov. al villano, mostragli un dito si piglia la mano.

Dedolin, sm. ditino.

Dedur, vn. dedurre; inferire, rilevare.

Defati, avv. di fatto, in fatti.

Definir, va. definire. ’

Definizion, sf. definizione.

Defonto, sm. defunto, morto, trapassato.

Defraudar, va. defraudare.

Degeneralo, agg. degenerante, degenere, tralignante.

Degenerar, vn. degenere, tralignare.

Degnar, vn. degnare; no la se degna, o no ti te degni, m. famigliare: almeno per gradire: — «Pigli un boccone, via, tanto per gradire.“

Degradar, va. degradare, digradare.

Dei(la), prep. appo, appresso, presso i; dei dei — formola deprecativa: fate, — abbiate la compiacenza, — vi prego — e simili. Delegar, va. delegare, deputare.

Delfio, sm. zi. delfino comune — delphinus delphis; delfino soffiatore — delphinus tursio; met. deforme; gobbo.

Deliberar, vn. deliberare; stabilire, statuire; Dio ne .deliberi, inter. il ciel ne liberi, — tolga Dio.

Deliberator, sm. deliberatario; deliberatore.

Delicatin, agg. deboluzzo, delicatello, delicatuccio; sdegnosetto; tenerello.