Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/167

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FAR - 166 — FAT

quanti le formicole; met. cazzabubbolo, piccino, scriatello.

Farmigoleta, sf. formicolina.

Farmigolon, sm. formicolone, formicone.

Farsora, fersora, sf. casseruola, padella; padellata: — „Una farsora de sardoni, = Una padellata d’alici;“ farsora de le castagne, padella da bruciate; trovar el manigo a la farsora, prov. aver più ritortole che fastella, — aver unguento per ogni piaga, — aver cimiero ad ogni elmetto; la calmiera ghe disi a la farsora, fate in la che ti me sporchi, lo stesso che la far-.sora parla mal del brustolin, o de la gradela, v. brustolin.

Fas, sm. apocope di fasso; ed è v. del modo latino: per fas o per nefas, in ogni modo, sia lecito o illecito.

Fasan, sm. zi. fagiano — phasianas colchicus; pi. met. fagiuoli.

Fasanera, sf. fagianaia^ fagianiera.

Fasiol, fasoi, sm. fagiolo, fagiuolo; met. cazzabubbolo, cazzatello, scriato.

Fasolada, sf. fagiolata.

Fasolazo, sm. fagiolaccio.

Fasoleto, sm. fagioletto: — ,,Fagioletti piccini più de’ piselli;“ fagiolini: — „Preferisco i fagiolini in tegghia a quelli in insalata.“

Fasoler, sm. soldato che serve volontariamente dopo compiuti gli anni di obbligo.

Fassa, sf. bandoliera, fascia; fassa de le braghe, stringa; — del sciopo, cigna, cinghia; bel in fassa bruto in piaza, v. bel.

Fasseta, sf. fasciuola; fasseta del colo e de le manighe de la camise, cinturino.

Fasseto, sm. fascetto, fascinolo, iastelluccio; fascetto, per lo più di felci, che s’appende al solaio, per prendervi le mosche: moscaiola, moscaiuola.

Fassicolo, sm. fascicolo.

Fassina, sf. fascina, fascino; vesti una fassina la par una regina, m. prov. vesti un legno pare un regno, — vesti una colonna la pare una bella donna, — vesti una fascina la pare una regina.

Fassiner, sm. fascinaio.

Fasso, sm. fascio, fastello; andar, o mandar in fassi, andare, o mandare in fascio, e met. essere ito, o rovinato; meter tuti in un fasso, met. gettare il giacchio tondo; fasso mal ligà, met. fastellaccio: — „E’ un fastellaccio sciammanato;“ bota che va in fassi, . v. bota; far de ogni erba un fasso, e fasso d’erba, v. erba.

Fastidio, sm. fastidio, malagio, tedio; sincope.

Fastidiosazo, sm. fastidiosaccio.

Fastidiosezo, sm. importunità, increscevolezza, molestia.

Fastidioso, agg. fastidioso, importuno, increscevole, molesto, noioso, sdegnoso, stizzoso, tedioso; Faterei“, sm. fatterello.

Fato, sm. azione; fatto; pi. affari, bisogne, faccende; in forza d’agg. eretto — ove parlisi di casa, monumento, e simili; maturo — delle frutta; fato sta, fatto si è, fatto sta; in fin dei fati, m. avo. a conto fatto, — al levar delle tende, — al fine, alla fine, in fine — e per più efficacia, e quasi mostrando noia, o sdegno, o partito preso: alla fin delle fini, — alla fin fine, — alla per fine \ far come che ’l fato no fussi suo, non parer suo fatto: — To, el fa come se ’l fato no fussi suo dopo tuto quel che xe nato. = Guà, va intrepido che non par suo fatto, dopo tutto quello eh’ è successo.“ dir el fato suo, met. dire il fatto suo, 0 i fatti suoi, — garrire altrui; tender 1 fati sui, badare a sè o a’ fatti suoi, — tenere il cervello a bottega; xe un fato, è un fatto; andar per i fati sui, andare pe’ fatti suoi; saver far i fati sui, sapere a quanti dì è S. Biagio; esser el fato, met. fare al fatto, — essere a proposito, essere il caso; sul fato, di botto, immantinenti, in sul fatto; ciapar sul fato, chiappare, o cogliere in flagranti; impazarse nei fati dei altri, entrare ne’ fatti altrui; no bisogna intrigarse nei fati dei altri, m. prov. dove non t’appartiene, nè male nè bene; quel che xe fato xe fato, m. prov. il