Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/22

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AIO - 21 — ALB

Aio, sm. boi. aglio.

Aire, sm. hot. acero.

Airon, sm. zi. aghirone, airone, arione —- ardea maior.

Aiutar, va. e vn. aitare, aiutare, giovare, — dare., porgere o prestar aiuto, — soccorrere; aiutar con tufi i sforzi, aiutare a brache calate, —aiutare a calci e morsi; aiuta i tui, e i altri se ti poi, loc. prov. aiuta i tuoi, e gli altri se tu puoi; Dio ga dito aiutite, che te aiutarò anca mi, loc. prov. aiutati, che il ciel t’aiuta, — aiutati e sarai aiutato; chi.no se aiuta se nega, loc. prov. chi non s’aiuta suo danno, — al battilana il lupo non caca lana.

Aiuto, s?n. aita, aiuto, ausilio, soccorso; esci, accor’uomo, aita aita, aiuto.; domandar aiuto, domandare aiuto, o soccorso, - chiedere mercede; aiuto tardo e inopportuno — con frase met. — il soccorso di Pisa.

Aizar, va. adizzare, aizzare, istigare, stimolare; chi o che ciiza, aizzatore, aizzatrice.

Ala, inter. su, suvvia; sf. ala; pi. ali, e poet. vanni; che ga ale, alato, aligero; che ga ali sui pie, alipede; pnnta del ala, sommolo; ale dei pessi, pinne; quele del peto, pinne pettorali; — de la panza, pinne ventrali; — de la coda, pinne anali, o caudali; — de la schena, pinne dorsali; ala de figa, lobo; — del capei falda,- tesa; — de muro, cortina; — de la velada, falda, quarto; le ale de fora dei cagabale, dei mandrioi — e simili — elitre; picar le ale — al volatile malato — portare, o seminare i frasconi; far le ale, metter l’ali; zimar le ale, tarpare le ali; aver le ale, met. avere l’ali a’ piedi; slargar le ale, met. allargare, alzare, o spiegar l’ali; calar, o strenzer le ale, met. abbassare, o calare le ali; far calar le ale, met. far cader l’ali, — rintuzzai l’alterigia, la baldanza, l’orgoglio; — tarpare le ali, —r cavare il ruzzo, o cavare il ruzzo dal capo.

Alabastro, sm. alabastro; de alabastro,- alabastrino. — ^Braccia alabastrine.“ — Seno, alabastrino.“ — alabastro falso, alabastrite.

Alada, sf. alata.

Alagada, sf. allagata.

Alagar, vn. allagare, inondare.

Alarmar, va. allarmare, spaventare, mettere in grave agitazione o in grave apprensione.

Alaza, sf. alaccia.

Alba, sf. alba, albore, aurora; al alba, avv. all’alba, — a bruzzico, o a bruzzolo, -- al romper del di, — al romper dell’alba, ai primi albori, — alla diandra: — „Mi levo a bruzzico per andare alla caccia;“ nanca l’alba, m. avv. nulla affatto, — una buccia di porro, — neanche mica.

Albéo, sm. hot. abete; di abete, abetino: — „Tavole e correnti abetini.“

Albin, agg. e sm. albino.

Albizar, vn. albeggiare, — farsi l’alba.

Albol, sm. vassoio; arca; madia.

Alborada, sf. alberatura, alberatura.

Alborante, sm. alboratore, inalberatore.

Alborar, va. inalberare; alborar un bastimento, ammattarlo, inalberarlo.

Alboreto, sm. albèretto. alberino, alberotto, alberuzzo, alboretto, arboricello, arboscello, arbuscello.

Alboro, arboro, sm. albero, albore, arbore, arboro; alboro de fruti, albero a, o da frutto, — albero fruttifero; — de far iole, albero segaticcio; — de bastimento, albero, antenna; — che ghe xe sta taiai tati i rami, capitozza; — coverto de vide, cappellaccio; alboro storto, tortiglione: — pretenderebbe vender que’ tortiglioni per legname da costruzione;“ comprar sul alboro, comperare a novello, — comperare in erba: — „Ho voluto fare un riesci acquistando a novello tutte le ffutta dello orto del mio vicino;“ el fruto no casca lontan del alboro, prov. chi di gallina nasce convien che razzoli, — la scheggia ritrae del ceppo, — d’aquila non nasce colomba, — il ramo somiglia il tronco, — quale il padre, tale il figlio, — il lupo non caca agnelli, — chi nasce mulo bisogna che tiri i calci, — chi nasce gatto piglia i topi al buio, — i figliuoli dei gatti mangiano, o pigliano i topi, — chi di gatta