Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/229

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
LEG ― 228 ― LET
quei de la lege, met. esser di calca; esser tempone; fata la lege trovado l’ingano, m. prov. fatta la legge trovata la malizia; el bisogno no conossi lege, v. bisogno; la fame no conossi lege, v. fame.

Lèger, va. leggere; leggere senza grande attenzione, o leggere malamente: leggicchiare, leggiucchiare; chi che no sa leger, analfabeta; tornar a leger, rileggere; leger in viso, met. leggere in faccia, o in fronte; chi che no sa leger la su scritura xe un asino de natura, v asino.

Legèr, agg. debole; frivolo; leggiero; lieve; soffice; incostante, volubile; poet. leve; detto di persona, met. capo scarico; — di vino: leno.

Legitimar, va. legittimare.

Legitimazion, sf. legittimazione.

Legnada, sf. bastonata, bussa, colpo, legnata, percossa; el merita legnade, bel mi ’nerbo; — Ah, el fa el liberal adesso!? el merita legnade. = „Ah fa il liberale ora? Bel mi ’nerbo;“ sfulminar de legnade, levar il pelo, — dar legnate come sonare a predica, — ritrovare le costure ad uno; le legnade no se le misura, i colpi non si dan.-no a patti.

Legnazo, sm. legnaccio.

Legne, legni, sfp. legna, legne; far legne, legneggiare.

Legnera, sf. legnaia.

Legno, sm. le’gno — pi. i legni e le legna; di legno: lìgneo: •— „Ligneo crocifìsso;“ che ha qualità del legno, che tiene del legno: legnaceo: — „Fusto legnaceo.“ — legnacei filamenti;“ legno che si unisce con uno spago alle chiavi, o per non le perdere, o per riconoscerle: materozzolo; legni curvi al di sotto delle culle: arcioni; — che rimane sopra l’ultimo bottone ne’ tralci delle viti dopo la potatura, e che si secca: catorchio, catorcio; diritto di far legna ne’ boschi altrui: legnatico; legno dolze, legno dolce — d’abete, di pino; — liquerizia; — rosa, legno rodio, o legne di rose — genista canariensis; — santo, guaiaco, 0 legno santo — guaiacum officinale; dona che va torno vendendo roba de legno — cuciari, caze, scodéloti, ecc.: mestolaia; star come un toco de legno', met. fare il palo; saver de legno — detto del vino: sapere di secco; una, un toco de legno, lo dicono i giuocatori di carte quando il proprio compagno, o l’avversario, studiano un pezzetto prima di giuocare una carta: farla breve.

Lembol, sm. vassoio.

Lena, nome proprio di persona: Elena

Lente, sm. bt. lente, lenticchia; fis. lente; e la lente sul viso: lentiggine; neo; pien de lente sid viso, lentigginoso.

Leon, sm. leo, leone, e per antonomasia: il re degli animali — felis leo; fem. leona e leonessa; da, o di leone: leonesco, leonino; leone sculto o dipinto: marzocco — col cenno che marzocco vale propriamente per indicare il leone che serviva d’insegna alla repubblica fiorentina; leone che allunga la lingua fuori la bocca, arald. leone lampassato.

Leonfante, sf. elefante — elephas indicus; naso del elefante, fig proboscide.

Leonzin, sm. leoncello, leoncino.

Lesca, sf. boccone, esca; suto come l’esca, asciutto come l’esca; ciapar fogo come l’esca, met. pigliar fuoco come l’esca, o come un zolfino.

Lescada, sf. inescatura.

Lescar, va. inescare.

Lesinar, ««. lesinare.

Lessada, sf. lessatura.

Lessadina, sf. bislessatura; dar una lessadina, bislessare.

Lessar, va. allessare, lessare.

Lesso, avv. a lesso, allesso, cot-“to lesso; agg. lessato; sm. lesso; pepa lessa, met. cencio molle, — fico lesso, o fico lievito; calde le lesse, calde bocciano per gli angoli delle vie le venditrici di succiole: calde tiglie; chi la voi lessa e chi la voi rosta, m. prov. chi la vuole allesso e chi arrosto.

Lestir, va, allestire, preparare.

Letara, letera, sf. lettera; poett