Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/241

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
MAG — 240— MAI

rare con gli occhi; no far altro che magnar, aver in corpo la consuma; no magnar per no cagar, met. far carestia, — stare a stecchetto; magnar la foia, met. avvedersi della ragna, — comprendere il gergo, — mangiar la foglia; magnarse de la rabia, met. arrovellarsi, o rodersi dalla stizza; no darghe più de magnar a qualchedun, levargli il tappetto; parer che un no gabi magna una settimana, parer, quel tale, venuto dall’assedio; el magnar 10 magpa a lu, m. giocoso: il mangiare mangia lui; come la magnemo ? loc. avv. a che giuoco si giuoca? — a che giuoco s’ha giuocare ? — come si cucina ?; chi no magna ga magnà, prov. chi non mangia al desco ha mangiato di fresco, — chi non mangia ha del mangiato, — colombo pasciuto ciliegia amara, — gallinetta che va per ca’ o la becca, o l’ha becca; — gallina che va per casa se non becca ha beccato; senza magnar no se vien grassi, prov. il grasso non viene dalle finestre; bisogna magnar per viver e no viver per magnar, prov. si deve mangiare per vivere, e non vivere per mangiare; magnar a modo suo e vistir a modo dei altri, prov. ognuno vede il mantello, nessun vede 11 budello, — mangiare a modo suo, vestire al modo degli altri; no bisogne spudar nel piato che se ga de magnar, prov. non bisogna intorbidir l’acqua che s’ha a bere; chi più magna meno magna, prov poco vive chi troppo sparecchia; chi magna in pie magna per sie, e chi senta magna per trenta, prov. chi mangia in piè mangia per tre, e chi si senta mangia per trenta; far un magnar in bianco, v. bianco; magnar de basi, v.. baso; no esser bon altro che per magnar, v. bon; magnar e cagar -insieme, v. cagar; magnar le gambe de S. Cristoforo, v. gamba; chi tee longo nel magnar xe anca longo nel lavorar, e chi se vergogna de lavorar che se vergogni de magnar, v. lavorar.

Magnarla, sf. giunteria, inganno, mangeria, mangiatoria, trufferia.

Magnetizador, sm. magnetizzatore, — fem. magnetizzatrice.

Magnetizar, va, magnetizzare.

Magnifica, sf. v. scherzevole, usata sempre coli’ articolo: il bisognevole, il vitto, il Magnificat; andar a la magnifici, andare a desinare, o a cena.

Magnificar, va. esaltare, — ingrandir con lodi, — lodare altamente, — magnificare.

Magnifico, agg. lauto, opiparo, magnifico, sontuoso.

Magnifizenza, sf. magnificenza.

Magnon, agg. e sm. divoratore, edace, ingluviatore, mangiatore, mangione; vorace; met. gabbamondo, imbroglione, truffatore; dilapidatore, scialacquatore, sperperatore.

Magnuzar, va. biasciare, mangiucchiare.

Mago, sm. ariòlo, indovino, mago, sortilego.

Magon, sm. regoletto, staggio; bot. maone.

Magreto, agg. magretto, magrino, magruccio.

Magreza, sf. dimagramento, disparutezza, magrezza; sterilità; magrezza assai grande: emaciazione.

Magro, agg. emaciato, macilente, macilento, magro, sparuto; poet. macro; met. arido, infecondo, sterile: — .Terreni sterili che non rendon la sementa.4

Mai, avv. giammai mai; mai e po mai, m. avv. mai e poi. mai, — mai da’ miei dì, o da’ miei giorni: — „Mai da’ miei giorni colei sarà mia moglie: “ che mai — aggiunto a certe voci di verbi fa “diventar le locuzioni superlative: — „ Piovi che mai. = Piove a catinelle, o piove a ciel rovescio.“ — „Bastonar che mai. = Picchiare di santa ragione.“ — „ Esser fredo che mai. = Essere uno strizzone.“ E così altre infinite.

Maia, sf. maglia

Maieta, sf. maglietta, magliolina

Mainar, va. ammainare, ammollare.

Maio, sm. maggio; art. e mest. maglio, mazzapicchio; mazzuolo.