Pagina:Dizionario triestino (1890).djvu/306

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toni; paredo co le pieve cote in taio,’ accoltellato; — co le piere cote in pian, soprammattone; t. d’agric. anguillare; brughiera; t. pese, .pedale.

Paregiada, sf. agguagliamene, pareggiamento, pareggiatura, parificamento.

Paregiar, va. adeguare, far pari, paragonare, pareggiare

Parentà, sf. parentà, parentado, parentato, parentela; la vizinanza xe meza parentà, m. prov. la vicinanza è • mezza parentela.

Parente, sm. congiunto, parente; congiunto in linea mascolina: agnato; parenti per parte de pare, de mare, ecc. parenti da canto di padre, ecc.; fra parenti, in parentado: — „Fate a compatirvi in parentado; se non altro, per non dar scandolo;“ parente lontan, parente alla lontana, parenticcio (Nelli); lontan dei parenti, loc. prov. chi vuol vivere e star sano, dai parenti stia lontano, — parentà, fatti in là; chi ga roba ga parenti, prov. abbi pur fiorini, che troverai cugini, — ’ chi ha della roba ha dei parenti; vai più un amico che zento parenti, v. amico; a tè noze e ai mortori se conossi i parenti, v. mortorio.

Parentela, sf. attegnenza, consanguineità, parentado, parentela.

Parer, sm. avviso, giudicio, giudizio, opinione, parere; vn. parere, sembrare, — avere apparenza, mostrar d’essere; estimare, giudicare; seguir el parer de chi che sia, appigliarsi al parere di quel tale; esser del parer, aver opinione, — essere di parere, — stimare opportuno; far quel che par e piasi, fare quello che pare e piace; parer bon, essere appariscente; aver un buon concetto; per no parer, dissimulando, — per “non parere; a mio parer, a mio parere, al parer mio; parer un altro, parere riavuto: — «Quando ritorna dal barbiere pare riavuto;“ el parer così eliticamente ha la forza del m. prov. parere e non essere è come filare e non tessere. Pàrilia, sf. pariglia.

Parimenti, avv. egualmente, parimente, similmente, — del pari, di pari.

Parizar, va, abbilanciare, adeguare, agguagliare, pareggiare; t. de’ falegnami: ragellare.

Parlador, sm. parlatore.

Parlamentar, agg. parlamentare.

Parlantina, sf. loquacità, parlantina, scurrilità.

Parlar, sm. idioma, favella, lingua, linguaggio; discorso, ragionamento; accento: — „ All’accento sembra sardo;“ va. confabulare, discorrere, favellare, parlare, ragionare, — articolare, o proferir parola, — far motto; dire, trattare; narrare, raccontare; ragionare; far all’amore, ciò che in Toscana si dice anche: discorrere: — „ Umberto discorre da maledetto senno colla Marianna;“ il retto parlare, che consiste nello scegliere le voci proprie, efficaci ed eleganti: ortoepia; il parlare conciso e sentenzioso: brachilogia; il parlare con proprietà: accerto della lingua o dell’idioma; modo improprio di parlare: acirologia; difficoltà di parlare: barifonia; parlar mal una lingua, ciangottare quella tal lingua; parlar pulito, favellare, o parlare elegante, forbito, purgato, terso; parlar de mato, met. aprir la bocca e lasciar andare; parlar de omo, met. parlare assennatamente; parlar pian, parlar basso, o parlare a voce bassa, o parlare sotto voce; parlar forte, clamare, — parlare ad alta voce; cominziar a parlar, rompere il silenzio; parlar in gola sognandose, o dismisiandose, barbugliare; parlar de quel e de quel altro, o parlar un poco de tuto, parlare del più e del meno: — „Abbiamo parlato del più e del meno, ma del nostro affare non è stato possibile venirne in campo;“ parlar come una machina, parlar come un buratto; parlar turco, met. parlar turco; guardar come che se parla, met, badare come si parla: — „Badi come parla se continua, le ricaccio le parole in gola;“ — de robe che no se conossi, infilare gli aghi al buio; — strambamente, blaterare; — in scondon, met. parlare per cerbottana; — ciaro,

E, Kosovitz. — Dizionario ecc. 20