Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/33

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capitolo i. 15


getto non si rinnovasse un tale disastro, la rifece consolidandola interiormente con cerchietti di ferro, e restò così soddisfatto della sua fortezza, che senza metterla a nuovo cimento ripetendo la prova di prima, la ebbe in conto di celata con visiera di finissima tempra.

Si recò poi a visitare il suo ronzino, e benchè avesse più quarti assai d’un popone e più malanni che il cavallo del Gonella, che tantum pellis et ossa fuit1, gli parve che non gli si agguagliassero nè il Babieca del Cid, nè il Bucefalo di Alessandro. Impiegò quattro giorni nell’immaginare con qual nome dovesse chiamarlo, e diceva egli a sè stesso che sconveniva di troppo che un cavallo di cavaliere sì celebre non portasse un nome famoso; e andava perciò ruminando per trovarne uno che spiegasse ciò che era stato prima di servire ad un cavaliere errante, e quello che andava a diventare. Era ben ragionevole che cambiando stato il padrone, mutasse nome anche la bestia, ed uno gliene fosse applicato celebre e sonoro, come esigeva il diverso ordine di cose ed il novello esercizio che andava ad imprendere; quindi dopo avere molto fra sè proposto, cancellato, levato, aggiunto, disfatto e tornato a rifare sempre fantasticando, stabilì finalmente di chiamarlo Ronzinante2, nome, a quanto gli parve, elevato e pieno di una sonorità che indicava il passato esser suo di ronzino, e ciò ch’era per diventare, vale a dire, il più cospicuo tra tutti i ronzini del mondo.

Stabilito con molta soddisfazione il nome al cavallo, s’applicò fervorosamente a determinare il proprio, nel che spese altri otto giorni, a capo dei quali si chiamò don Chisciotte. Da ciò, come fu detto già prima, trassero argomento gli autori di questa verissima storia, che debba essa chiamarsi indubitatamente Chisciada e non Chesada, come ad altri piacque denominarla3. Si risovvenne il nostro futuro eroe che il valoroso Amadigi non erasi limitato a chiamarsi Amadigi semplicemente, ma che affibbiato vi aveva il nome del regno e della patria, per sua più grande celebrità, chiamandosi Amadigi di Gaula. Dietro sì autorevole esempio, come buon cavaliere decise d’accoppiare al proprio nome quello pur della patria, e chiamarsi don Chisciotte della

  1. Pietro Gonella fu il buffone del duca Borso di Ferrara, che viveva nel quindicesimo secolo. Un giorno avendo scommesso che il suo cavallo, vecchio e bolso, farebbe un maggior salto che quello del suo signore, lo fece gettare giù da un balcone e vinse la scommessa. (V. Lodov. Domenichi).
  2. Questo nome è un composto e un accrescitivo di ronzino, cavalluccio, cavallaccio, rozza. Cervantes ha voluto fare inoltre un giuoco di parole; il cavallo che prima era una rozza rocin-ante (ronzinante) divenne la prima delle rozze (ante-rocín).
  3. Quixote vale armatura della coscia. Quixada mascella. Quesada è una specie di torta.