Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/520

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CAPITOLO XLV.



Sciogliesi il dubbio sull’elmo di Mambrino e sulla bardella; e si narra la singolare avventura degli sgherri di campagna e del mirabile coraggio del nostro don Chisciotte.



Qual è dunque, disse il barbiere, l’opinione delle signorie vostre intorno questi galantuomini, che vanno perfidiando che questo non sia un bacino, ma un elmo? — A chi sostenesse il contrario, disse don Chisciotte, direi a tutte prove che come cavaliere mente, e come scudiere mille volte mente per la gola e arcimente„. Allora il nostro barbiere maestro Nicola, conoscendo a fondo l’umore di don Chisciotte, volle maggiormente incitarlo, e rendere più clamorosa la burla, perchè tutti ne facessero gran risate, e perciò voltosi all’altro barbiere, gli disse: — Signor barbiere, o chiunque voi siate, siavi noto che io esercito la vostra medesima professione; che corrono da oltre venti anni da che vi sono matricolato, e che conosco uno per uno gl’istrumenti tutti della barbieria. Oltre a ciò fui soldato nella prima mia età, e so molto bene che cosa sia elmo, morione, celata con buffa ed ogni altro arnese della milizia, e intendo di sapere dar conto dei diversi generi di armature e di armi, e dico (salvo però un miglior parere, e rimettendomi sempre al più sano giudizio) che questo mobile ora tenuto da cotesto buon signore,