Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/536

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518 don chisciotte.

dida colomba tobosina si uniranno insieme, ed avranno le loro alte cervici umiliate sotto il blando giogo matrimoniale; e da questo inaudito consorzio usciranno alla luce del mondo i bravi leoncini che imiteranno gli artigli sbranatori del valoroso genitore. Avverrà tutto questo prima che il seguace della fuggitiva ninfa compia due volte il giro delle rilucenti immagini col rapido e naturale suo corso. E tu, il più nobile e obbediente scudiere che cingesse mai spada, o avesse barba al mento ed olfato al naso, non atterrirti, nè ti dolere se vedi esserti così tolto dinanzi il fiore della errante cavalleria; presto, se al fabbricatore dell’universo sia a grado, ti vedrai sublimato a tanta altezza che non conoscerai più te medesimo, e non riusciranno vane le promesse che ti fece il tuo padrone. Da parte della maga Mentironiana ti assicuro che sarai pagato del tuo salario, e ciò vedrai in effetto; ma seguita intanto le pedate del valoroso e incantato cavaliere, perchè conviene che tu vada al posto dove ambedue dovete trovarvi. Restatevene, addio; io torno nella mia cupa caverna„. Nell’annunziare la profezia il barbiere alzava più che mai la voce, e andava poscia diminuendola con sì tenero accento che quelli pure ch’erano a parte della burla poco mancava che non credessero essere vero quanto ascoltavano. Le udite parole racconsolarono don Chisciotte, il quale ne comprese a puntino tutto il significato, e specialmente la promessa che gli era fatta di unirsi in santo e debito matrimonio con l’amata sua Dulcinca del Toboso,