Pagina:Don Chisciotte (Gamba-Ambrosoli) Vol.1.djvu/565

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capitolo xlix. 547

il quale vive tuttora ma trasformato in corvo, ed è atteso di momento in momento il suo ritorno al suo regno. Bisognerà osare egualmente di asserire che bugiarda sia la storia di Guerino il Meschino e quella della conquista di Santo Griale; che sieno apocrifi gli amori di don Tristano e della regina Isotta, e quelli di Ginevra con Lancilotto, benchè viva tuttora chi quasi ricordasi di avere conosciuta la matrona Chintagnona, che fu la miglior mescitrice di vino che mai avesse la gran Brettagna: ed è ciò tanto vero che mi diceva una mia nonna da parte di padre, ogni volta ch’essa vedeva una qualche matrona vestita con manto: “Quella, nipotino mio, pare proprio la matrona Chintagnona;„ dal che arguisco che la dovette conoscere di persona o averne almeno veduto qualche ritratto. Chi negare potrà mai che vera sia la storia di Pietro e della bella Magalona, quando fino ai dì nostri si vide nell’armeria del re il bischero con cui si voltava il cavallo di legno che portava per aria il valoroso Pietro; bischero da considerarsi più grande di un timone da carretta? Non vedesi ancora accanto a questo bischero la sella di Babieca, ed in Roncisvalle il corno di Orlando, lungo