Pagina:Doni, Anton Francesco – I marmi, Vol. I, 1928 – BEIC 1814190.djvu/51

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RAGIONAMENTO QUARTO

FATTO AI MARMI DI FIORENZA.

IL PERDUTO

academico peregrino.

Forse che lo Svegliato non mi fece ressa che io arivassi a buon’otta, con dirmi: — Fa che tu sia al principio, quando la brigata va al fresco! — Egli è giá due ore scoccolate che io ci sono e non comparisce anima nata. Egli disse: — Vattene pure in su le scalee di Santa Liberata; — e so che io intesi bene. Ma da poi che non ci vien né can né gatta o che io non ci veggo arrivare un testimonio per medicina, io me n’andrò per Firenze girandolando insin che ’l sonno mi piglia e rivedrò la cittá che piú di verni e tant’anni sono che io non ho veduta. Oh che bel lume di luna! e’ par di dí. Ma ecco due che salgono appunto gli scalini e si fermano, al mio giudizio, a passeggiare: e io udirò prima i lor ragionamenti e poi sará quel che Dio vorrá. Ma e’ mi paion adirati: la sarebbe bella che facessero un colpo alle pugna insieme, e facessin correr tutta la brigata in un mucchio a rinfrescarsi; e poi sarebbe piú bella che se n’andassino ripiegati ripiegati al palagio del potestá a vedere se son piú freschi i ferri che i marmi. Ora che son piú apresso, non la tagliano cosí; in fine il diavol non è brutto come ei si dipinge; vedi che paion rappattumati insieme. Or sia con Dio.