Pagina:Dopo il divorzio.djvu/101

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 95 —


zia Bachisia, giungendo le mani adunche e gialle, — pensa dove andremo noi, Brontu, anima mia!

Egli si sentiva tremare il petto; avrebbe voluto abbracciare la vecchia e gridarle: — Verrete a casa mia! — ma non osava.

Egli non aveva denari con sè, ma decise di ritornare subito in paese, tanto più che voleva accompagnare la vecchia; e uscito fuori gridò a Giacobbe di sellargli il cavallo.

— Che è accaduto? — chiese il servo. — È morta tua madre, Dio l’abbia in gloria?

— No, — rispose Brontu, senza alterarsi, — non è accaduto nulla che t’importi.

Giacobbe cominciò a sellare il cavallo, mentre smaniava dalla curiosità di sapere perchè zia Bachisia era venuta e perchè Brontu tornava in paese.

— Che ella voglia del denaro? Egli non ne ha qui, e ritorna per procurarselo e darglielo. — Senti, Brontu? — chiamò, e quando l’altro gli fu vicino gli disse:

— Se quella donna vuole del denaro e tu qui non ne hai, te lo do io...

— Sì, ella vuole in prestito del denaro, — rispose Brontu a voce bassa, tutto allegro. — Ma io ritorno, e se anche ne avessi qui, ritornerei lo stesso, perchè stasera posso veder Giovanna, posso entrare in casa sua. Voglio parlare finalmente. Farò da me ciò che voi asini non avete saputo fare.

— Uomo! — esclamò Giacobbe, irritato, — tu diventi pazzo!

— Ebbene, lasciami diventar pazzo. Ecco, stringi