Pagina:Dopo il divorzio.djvu/228

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— Dio ci penserà; sta tranquillo.

Egli tacque un poco, poi disse: — Andrete assieme dal giudice?

— Cosa?

— Dal giudice. Ora fa freddo, però: il viaggio è lungo. Ebbene, Anna-Rosa, non viaggiare a cavallo, sai? Va in carrozza, a Nuoro.

— Per che cosa? — ella chiese, irritata, fingendo non comprendere.

— Ebbene, per il giudice, ecco!

Ella lo sgridò, poi uscì in cucina e pianse amaramente.

— Ecco il tuo olio, — disse ad Isidoro, quando egli uscì per andarsene. — Potevi fare a meno di portarlo. Quando verrà prete Elias?

— Egli verrà stasera.

— Sì. Bisogna che Giacobbe si confessi. Il tempo vola, egli sta male. Stanotte non ha chiuso occhio. Ah, — disse poi, — egli mi sembra un uccellino ferito.

— Sono venuti i Dejas? — chiese l’altro.

— Sono venuti. Madre e figlio; anzi Brontu è venuto due volte. Sì, vengono, vengono tutti; ma a che serve ciò? — diss’ella con disperazione. — Non possono dargli nè la vita nè la morte.

— Son buone e cattive entrambe, per lui, — disse Isidoro, avvolgendo accuratamente nel suo fazzoletto rosso la bottiglina dell’olio.

— E per tutti — rispose la donna.

Poco dopo venne il medico, avvolto in un paletò stretto, col colletto unto. Egli era già ubbriaco; sbuf-