Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/104

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IX


La Camera di famiglia.


Era circa la mezza notte, quando il povero Van Baerle fu recluso nella prigione di Buitenhof.

La previsione di Rosa erasi avverata. Trovando la stanza di Cornelio de Witt vuota, era stata immensa la collera popolare; e se Grifo fosse caduto tra le mani di quei furibondi, l’avrebbe certamente scontata pel suo prigioniero.

Ma quella collera avea trovato da sbramarsi largamente sopra i due fratelli, che erano stati raggiunti dagli assassini in grazia della precauzione stati presa da Guglielmo, uomo delle precauzioni, di far chiudere le porte della città.

Vi fu dunque un momento, in cui la prigione essendo stata sgombrata, il silenzio era successo al rimbombo spaventevole degli urli che romoreggiavano giù per le scale.

Rosa profittò di questo momento, escì dalla segrete e ne fece uscire suo padre.

La prigione era completamente deserta; a che prò restare nella prigione, quando scannavasi al Tol-Hek?

Grifo escì tutto tremante dietro la coraggiosa Rosa; e insieme andarono a chiudere alla meglio la porta principale; e diciamo alla meglio perchè era per metà fracassata. Scorgevasi che il trabocco di una potente collera era di là passato.

Verso le quattro s’intese il romorio che ritornava, ma non presagiva nulla d’inquietante per Grifo e