Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/171

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— Che cosa avete? domandava Van Baerle.

— Mi par di sentire....

— Che cosa?

— Un che di stropiccio sommesso di piedi per le scale.

— Non può essere Grifo, disse il prigioniero, che si sente da lontano.

— Non può essere mio padre, ne sono certa, ma....

— Ma..... che?

— Potrebb’essere Giacobbe.

Rosa si precipitò verso la scala, e s’intese nel tempo stesso un uscio che si richiuse rapidamente prima che la giovinetta fosse discesa i primi dieci scalini.

Cornelio rimase molto inquieto, ma non era che per lui un preludio.

Quando la fatalità comincia un’opera cattiva, egli è ben raro che non prevenga caritatevole la sua vittima come uno spadaccino fa del suo avversario per dargli l’agio di mettersi in guardia.

Quasi sempre cotali avvisi, i quali emanano dall’istinto dell’uomo o dalla complicità degli oggetti inanimati, spesso meno inanimati di quello che generalmente si creda, quasi sempre, ripetiamolo, cotali avvisi sono negletti. Il colpo ha fischiato per l’aria, e cade sopra una testa che tal romba doveva avvertire, e che avvertita doveva premunirsi.

Il domani passò senza che cosa rimarchevole avvenisse. Grifo fece le sue tre visite, e niente scoperse. Quando egli sentiva venire il suo carceriere (e Grito nella speranza di sorprendere i segreti del suo prigioniero non veniva mai alla stessa ora) quando sentiva il suo carceriere, con l’aiuto di un macchinismo,