Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/193

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Egli intese una voce leggiera come un alito di vento e dolce come una carezza, che gettogli dalla graticola queste dolci parole:

— A dimani.

Dimani era l’ottavo giorno. Negli otto giorni Cornelio e Rosa non s’erano punto veduti.


IV


Ciò che era accaduto negli otto giorni.


Difatti la sera del giorno appresso all’ora solita Van Baerle intese picchiettare alla sua graticola, come era solito fare la bella Rosa ne’ bei giorni della loro amicizia.

S’intende che Cornelio non fosse molto lontano dalla porta, attraverso alla cui ferriatella rivedeva finalmente la graziosa figura da troppo lungo tempo scomparsa.

Rosa che l’aspettava col lume in mano, non potè trattenere un movimento quando ella vide il prigioniero così pallido e così tristo.

— Voi siete malato, signor Cornelio, ella dimandò?

— Sì madamigella, rispose Cornelio, malato di spirito e di corpo.

— Ho visto, o signore, che non mangiavate più disse Rosa; mio padre mi ha detto, che non vi alzavate più; e allora vi ho scritto per tranquillizzarvi sulla sorte del prezioso oggetto delle vostre inquietudini.

— Ed io, disse Cornelio, vi ho risposto. Io credeva,