Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/230

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Quell’oggetto doveva essere senza dubbio nessuno il tulipano nero allora fiorito.

Ma che ne farebbe?

Che forse con quello partirebbe sul momento per Harlem?

Non pareva possibile che una giovinetta sola, di notte, si azzardasse a un viaggio simile.

Andava a mostrare a Cornelio il tulipano?

Era più probabile.

Seguì Rosa scalzo e sulla punta de’ piedi.

La vide accostarsi alla graticola; la sentì chiamare Cornelio.

Al lume della lanterna cieca, vide il tulipano sbocciato, nero come la notte, nella quale egli era nascosto.

Intese tutti i progetti fissati tra Cornelio e Rosa d’inviare un espresso a Harlem.

Vide le labbra dei due giovani toccarsi, poi intese che Cornelio licenziò Rosa.

Vide Rosa chiudere la lanterna cieca e incamminarsi alla sua camera. Ve la vide rientrare.

Poi dieci minuti dopo la vide riescire e chiudere l’uscio con due mandate.

Perchè chiudeva la porta con tanta cura? Perchè dentro a quella porta chiudeva il tulipano nero.

Boxtel che vedeva tutto dal sottoscala del piana superiore alla camera di Rosa, scese uno scalino dal suo piano, mentre Rosa scendevane uno dal suo; di maniera che quando Rosa fu all’ultimo scalino della sua scala scesa con piè leggiero, Boxtel con mano anco più leggiera toccata la serratura della camera di Rosa.