Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/323

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come si governassero; certo a governo libero. Ed io non ti ho contradetto, che non si possa avere un capo del governo col titolo di re invece di Console, a Roma, o di Gonfaloniere già nella nostra libera Firenze; ma solo mi sono opposto al confronto. Anzi troviamo che pure i fiatavi chiamavano re i loro Capi.

Sappiamo però che presso gli antichi Germani un tal titolo aveva una ristrettissima estensione di autorità, e tali saranno pure stati i re dell’antica Batavia.

— Ma i Romani si contetarono di avere i Batavi per semplici alleati?

— No. Quando Roma era Repubblica, conquistava e lasciava ai popoli vinti le loro leggi, le loro costumanze, la loro religione e il loro governo municipale. Contentavasi di un semplice donativo annuo in contanti, che però lo chiamarono Munus da Municipio; e in caso di guerra un contingente proporzionato di uomini.

— Il che voleva dire che erano liberi come prima, e più rispettati per la forza che loro veniva dalla tutela di Roma.

— Era così, ma non si contentarono i Popoli Italiani o per dir meglio gli ambiziosi, che sono in tutti i paesi. I Municipii non partecipavano alle cariche della Repubblica Romana, e specialmente al Consolato, che a quei tempi era dignità certo più gloriosa che la imperiale. Gli uomini dei Municipii furono messi su al solito dagli armeggioni e dai signori ambiziosi, che loro fecero vedere, che avevano tutti i pesi dello Stato senza averne le beneficenze. Chiesero la cittadinanza romana per queste ottenere; ma fu loro costantemente negata.