Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/338

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
324

landa, e se non vuoi altro il suo precettore. Oh! quanti ambiziosi hanno seguito l’esempio del vigliacco Augusto, che gli uomini più vigliacchi di lui, non si vergognarono di dare il soprannome di quel tiranno al secolo della più splendida letteratura latina, che era il frutto di una Repubblica gloriosa.

— Antonio, giacchè abbiamo terminati qui gl’interessi del signor Francesco, ripartiamo subito per Amsterdam, perchè la nostra vista non sia contaminata da un cieco delitto di un popolo ingrato.

Si alzarono, tornarono al loro albergo, fecero il loro fagotto, e la mattina per tempo partirono per alla volta di Amsterdam. Non eransi ancora molto dilungati dalla città che sentirono un gridare, un imprecare... poi un dàgli! dàgli!... poi un silenzio... poi grida di gioia feroce...!

— Oh! Dio! li abbiate nella vostra gloria! esclamò sospirando a mani giunte il buon Cecchino.

— Amen! disse mestamente Antonio.

L’assassinio del Gran Pensionario e di suo fratello in quel momento era compito! — Ai carnefici il rimorso, ai posteri la venerazione!


fine.