Pagina:Elogio della pazzia.djvu/156

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della pazzia 143

sostantivo coll’addiettivo. Tutta intanto stava sospesa l’udienza, e non pochi si dimandavan l’un l’altro con Flacco, quale potesse essere lo scopo di tante freddure? Ma il padre predicatore sgombrò ben presto l’incertezza degli uditori, mostrando che gli elementi della grammatica erano il simbolo e l’immagine della sacrosanta Trinità; e lo mostrò con tanta evidenza, quanta ne potrebbe appena spiegare un geometra nelle sue dimostrazioni. Bisogna per altro confessare, che questo saggio di sublime teologia era costato un’immensa fatica al nostro non plus ultra de’ teologi, poichè non vi ha impiegato meno di otto buoni mesi. Il pover uomo se ne risente tuttavia, e gli sforzi straordinari fatti per un sì bel capo lavoro lo hanno reso più cieco di una talpa; essendo stata attratta dal suo spirito tutta l’acutezza della vista. Eppure, chi il crederebbe? Egli prova pochissimo dispiacere d’aver perduta la vista; anzi gli pare d’aver ancora comperata la sua gloria a buon mercato.

Ebbi ancora il piacere d’ascoltare un altro predicatore della stessa tempra. Era costui un venerabile teologo d’ottant’anni, ma così marcio nella teologia che tutti l’avrebbero preso per l’istesso Scoto risuscitato. Questo buon vecchio era salito in pulpito per ispiegare l’adorabile mistero del SS. Nome di Gesù. Ah come vi riuscì a maraviglia! Dimostrò l’oratore, ma con una sottigliezza impercettibile, che tutto quanto poteva dirsi a gloria del Salvatore, tutto trovavasi nelle lettere componenti l’augustissimo suo Nome. Sapete voi tutti, o miei signori, la lingua latina? Se mai alcuno non la sapesse potrebbe intanto fare un sonnellino. In primo luogo fece osservare il vecchio cattedrante, che il sostantivo Jesus ha nella sua declinazione soltanto tre