Pagina:Elogio della pazzia.djvu/44

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

della pazzia 31

dica. Come mai l’aurea Venere mantien sempre florida la sua bellezza? Nol sapete? Perchè è stretta parente con me, onde conserva sempre sul volto suo l’aureo colore di Plutone mio padre. Inoltre, se prestar fede dobbiamo ai poeti ed agli statuarj loro rivali, questa Dea non compare mai, se non in aria ridente e contenta, onde a ragione è chiamata da Omero aurea Venere. Flora, la madre delle delizie, non era forse uno dei principali oggetti della religione dei Romani?

Delle Divinità de’ piaceri abbastanza abbiam detto. Bramate ora di sapere la vita degli Dei tetri e malinconici? Interrogate Omero e gli altri poeti, e vi diranno intorno a quest’oggetto bellissime cose; vi faranno vedere, che gli Dei sono pazzi per lo meno quanto i mortali. Giove depone le sue folgori, abbandona le redini dell’universo per darsi in braccio agli amori, nè dico cose a voi ignote. Dimentica il suo sesso la fiera ed inaccessibile Diana per tutta consacrarsi alla caccia, e non lascia d’essere innamorata alla follia del suo vago Endimione; cosicché si prende spesso l’incomodo di discendere dal cielo in forma di Luna per colmarlo de’ suoi favori. Ma vorrei piuttosto che le loro laidezze rinfacciate fossero loro da Momo1, dal quale erano soliti udirne i rimproveri. Non è molto però che gli Dei sdegnati lo precipitarono in terra insieme con Ate2, perchè, importuno colla sua sapienza, intorbidava la loro felicità. Costui, ben lontano dal ritrovare accoglienza nelle reggie dei monarchi, non trova una anima che gli presti ospitalità nel suo esilio, mentre l’Adulazione, mia compagna, occupa dovunque il primo

  1. Momo, figlio del Sonno e della Nolte.
  2. Ate, o la Discordia.