Pagina:Emma Ivon - quattro milioni, Sommaruga, Roma, 1883.djvu/156

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— Oppure non resta che la seconda ipotesi, che cioè voi, gentiluomo, vogliate salvar quella donna e ingannar la giustizia.

— E allora, caro marchese, io vi faccio osservare due cose: la prima è che così pensando quel signor sostituto procuratore del re e quel signor giudice istruttore sono due mascalzoni, degni di schiaffi, giacchè io non posso essere sospettato di tener bordone ad una mariuola, nel caso che la sospettassi tale: la seconda è che quando io al dibattimento e sotto giuramento ripeterò la mia testimonianza per salvare quella donna, mentendo alla giustizia, il signor procuratore del re sarà obbligato di farmi arrestare come testimonio falso, e se non lo farà sarà segno che lui stesso è un matricolato birbante.

— La signorina Ida - domandò lo Spagnolo non vi diede mai nessun indizio per crederla una donna avida e interessata?

— No davvero.

— Io so che il procuratore del re è informato, anzi, che la signorina vi si è mostrata molto diversa. E se è vero un certo aneddoto che si narra di lei, anche da questo lato essa non dovrebbe essere scevra di sospetti.

— Quale aneddoto, di grazia? - domandò il duca.