Pagina:Emma Ivon - quattro milioni, Sommaruga, Roma, 1883.djvu/263

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quattro milioni 257


— E non sospettò nulla?

— Nulla.

— Ma stando nella stanza vicina e non sentendo la signora a lamentarsi..?

— Oh, caro lei, altro che s’è lamentata!

— Le avevate insegnata voi la commedia?

— Sissignore.

— E vi pare che ella abbia recitata bene quella parte, in modo che il duca ne potesse restare perfettamente illuso?

— Oh, sissignore! benissimo.

— E il bambino, poi, quando fu portato in chiesa?

— La sera dopo.

— E il duca lo accompagnò?

— Sissignore, e volle si dichiarasse esser lui il padre sui registri battesimali.

— Bene, per oggi basta così - disse il giudice istruttore - Andate pure.

Le guarche la ricondussero in carcere.

Il giudice, raggiante di gioia, corse all’ufficio del Procuratore del Re.

Due giorni dopo, accadeva l’arresto di Ida Evanieff, che riempiva di inenarrabile gioia gli avventori del caffè frequentato dall’agente di cambio e dagli altri valorosi giovinetti.