Pagina:Eneide (Caro).djvu/586

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[970-994] libro xi. 545

A tiro d’asta, a fronte si fermaro970
L’una de l’altra; e con le lance in resta,
Con saette e con dardi incominciaro
Primamente da lunge a salutarsi.
Poi di subite grida udito un tuono
Al ciel levossi; e due contrari nembi975
Da la terra sorgendo, armi fioccaro
Di neve in guisa, e coprîr d’ombra il sole.
Alfin da ciascun lato i destrier punti
Andâr tutti con tutti a rincontrarsi.
     Era Tirreno al fiero Aconte opposto980
Ne la battaglia; e questi primamente
S’urtaro, e per la furia e per la forza
De l’urto ambe le lance, ambi i cavalli,
Ed ambi i corpi infranti, stramazzati,
L’un da l’altro disgiunti, quai percossi985
Da fulmine o da macchine avventati,
Caddero a terra. E pria ne l’aura Aconte
Lasciò la vita. Conturbate e sparse
Le schiere de’ Latini, incontinente
Con le targhe rivolte a tutta briglia990
Vèr le mura spronando in fuga andaro.
Gli seguiro i Troiani; e primo Asila
Gli assalse e gli cacciò fin su le porte.
Qui fermi e rincorati alzan le grida,

Caro. — 35. [609-622]